Home |  Scelta domini |  Idn |  Registrazione domini |  Domini in scadenza |  Domini da privati |  Raccolte |  Valutazione |  Guadagnare con i domini |  SEO & posizionamento

PMI e advertising online
Era stato ampiamente previsto: il 2005 è stato l'anno del rilancio di internet come media pubblicitario. Ma come le piccole e medie imprese affrontano la comunicazione on line? Con quali aspettative si affacciano in internet e – soprattutto - con quale preparazione? Ha cercato di rispondere a queste domande l’Osservatorio e-business Sanpaolo Imprese attraverso una ricerca condotta tra maggio e settembre 2005 chiamata “La comunicazione sul
web”.
Il primo risultato che emerge evidente dalla ricerca di Sanpaolo Imprese è il divario fra come ( e quanto ) investono le PMI italiane sul web rispetto alle grandi aziende (tra cui sono comprese anche le multinazionali).
Nonostante nel 2004 e soprattutto nel 2005 vi sia stato un aumento degli investimenti pubblicitari online i budget investiti dalle imprese italiane, specialmente le PMI, sono ancora modesti, sebbene in crescita. Infatti, su un investimento totale 140 milioni di euro (+20% sul 2004) previstro per la fine del 2005, ben il 28% di questo budget, ovvero 19 milioni di Euro, è investito dai 10 maggiori big spender. Questi dati ci dicono chiaramente che da qualche tempo, almeno in Italia, il mercato della comunicazione vive uno strano paradosso.
Dal lato della domanda, il canale web raggiunge un pubblico potenziale numeroso, interessante (fascia d'età bassa, reddito elevato, equa distribuzione tra i sessi,..), ed oltretutto facilmente “profilabile” sulla base di comportamenti ed abitudini. Queste caratteristiche fanno di internet un mezzo particolarmente efficace, soprattutto per azioni di marketing mirate. Dal lato degli investimenti, tuttavia, Internet rimane “fanalino di coda” rispetto ai media classici (Tv in testa).
Lo squilibrio, dicono gli analisti, è destinato a durare ancora poco. Internet, in effetti, ha quest’anno superato il cinema, e si avvicina ai livelli delle affissioni (che in UK sono state già sorpassate. Insomma, l'advertising on line si prepara ad accaparrarsi un'ampia fetta dei budget che le aziende dedicano alla comunicazione, essendosi profondamente modificate le abitudini dei consumatori o almeno di una certa fascia di essi, proprio quelli che stanno più a cuore dei pubblicitari.
Tornando al rapporto tra pubblicità e comunicazione online e le imprese italiane, secondo l’indagine effettuata, negli ultimi 12 mesi, quasi la metà delle aziende (45,5%) intervistate ha effettuato azioni di comunicazioni sul web, investendo non oltre i 10 milioni di euro (nel 60% dei casi). Per la maggior parte di queste aziende (70%) Internet continua ad avere un peso marginale, meno del 5%, all’interno del media mix complessivo. Tra le aziende che hanno già utilizzato l’advertising on line, la percentuale di abbandono è significativa (il 23%), rivelando in questo caso una tendenza alla discontinuità (o insoddisfazione) nel comunicare via web.
La maggioranza di chi ha effettuato azioni di web advertising nel 2004 ha dichiarato comunque di mantenere lo stesso budget per l’anno successivo (37,7%), poche invece le aziende intenzionate ad investire di più (16,4%). La ricerca di San Paolo Imprese sottolinea, comunque, che molte delle aziende che si sonod ette insodisfatte della pubblicità online effettuata hanno un sito web ancora molto base che in molti casi si limita ad una mera vetrina aziendale. Come si può pretendere di avere successo in una operazione di advertising online se gli utenti che atterrano sul proprio sito aziendale non possono fare e-commerce, nè, cosa più grave, comunicare con successo con l'impresa perchè manca un modulo di comunicazione o l'e-mail è nascosta?
Per molte aziende, la maggior parte PMI, prima di fare pubblicità online, occorre ripensare e rifare completamente il proprio sito web. L'impreparazione delle aziende italiane a pianificare pubblicità online è ben testimoniata anche dal seguente dato: oltre il 60% delle aziende che ha fatto comunicazione sul web non ha valutato (o non è stata in grado di valutare) i risultati, nonostante, come già detto, la pubblicità online è assolutamente tracciabile, arrivando ad una precisione tale che nessun altro mezzo di comunicazione è in grado di raggiungere.
Viene da sorridere, dunque, quando alcune aziende intervistate dicono di non essere soddisfatte della propria pubblicità online fatta: non hanno un sito in grado di interagire, seppur minimamente, con gli utenti e non hanno neppure le capacità e gli strumenti per controllare l'efficacia delle proprie azioni marketing sul web.
Come fanno a dire di non essere soddisfatti, su quali elementi si basano? Passiamo, ad un altro tema che la ricerca dell'Osservatorio di San Paolo Imprese ha cercato di studiare: quali strumenti di advertising online hanno utilizzato le aziende italiane per promuovere la propria attività/prodotti sul web? I canali on line preferiti dalle aziende sono risultati i motori di ricerca e la posta elettronica.
L’indagine Sanpaolo Imprese evidenzia che la metà delle aziende (47,5%) ha investito in questi due mezzi, preferendoli ai più costosi banner a pagamento (29,5%). Questi strumenti, più economici e flessibili, si adattano particolarmente alle esigenze delle piccole e I canali on line preferiti dalle aziende sono i motori di ricerca e la posta elettronica. L’indagine Sanpaolo Imprese evidenzia che la metà delle aziende (47,5%) ha investito in questi due mezzi, preferendoli ai più costosi banner a pagamento (29,5%). Questi strumenti, più economici e flessibili, si adattano particolarmente alle esigenze delle piccole e medie aziende, con budget e risorse limitate.
Ma è soprattutto la recente evoluzione dei comportamenti degli utenti a decretare il successo di alcune tipologie di canali a scapito di altri. L’e-mail e i motori di ricerca sono entrati profondamente nelle abitudini degli individui: la prima è ormai una modalità fondamentale di comunicazione, ed oltre l’85% dei navigatori utilizza “assiduamente” i motori per effettuare ricerche. La tendenza ad investire in dem (direct mail profilato), in newsletter e nei motori di ricerca italiana si inserisce in una tendenza mondiale dove proprio questi strumenti, soprattutto il keywords advertising nei motori di ricerca, sono cresciuti notevolmente negli ultimi due anni. In Italia, gli investimenti in keyword advertising sono cresciuti del 46,5% nel I trimestre del 2005 (dati Osservatorio Iab Italia/AssoInternet).
E' da sottolineare, invece, che il ricorso all’e-mail marketing e alle newsletter si è ridotto (-9,5%, Osservatorio Iab Italia/AssoInternet), probabilmente in relazione all’inarrestabile dilagare dello spamming, che rischia a più riprese di mettere in crisi il mondo della comunicazione via e-mail. Ad una diminuzione delle dem, si è accompagnata, invece, un ritorno alla crescita di investimenti sui banner i quali, attraverso, per esempio nuove forme come gli overlay o gli interstial ( e nell'ultimo periodo i video-banner ) hanno registrato un aumento del 25,8%, secondo i dati dell’Osservatorio Iab Italia/AssoInternet. Ancora molto pochi sono, invece, i progetti speciali, come la creazione di canali e mini-site ad hoc su siti con molto traffico, ma anche il mercato delle sponsorizzazioni sul web italiano sta iniziando a muovere i suoi primi lenti passi sui modelli inglesi e americani. E sarà un segmento di advertising, soprattutto per le grandi multinazionali, che potrà dare grandi soddisfazioni con un ottimo rapporto tra ritorni effettivi e budget investito.
Un’altra tipologia di vestimento sul quale emerge una significativa presenza delle aziende (34%), molte delle quali PMI, sono i cataloghi di e-commerce (eBay) e i siti comparatori di prezzi (ad esempio kelkoo). Questa strada viene di solito scelta dalle imprese che vogliono cimentarsi nella vendita on line, ma non vogliono o non possono realizzare e gestire un sito proprio. Ma anche per le aziende che hanno già un sito ( che sono la maggioranza ), ma che evidentemente non hanno le capacità di pianificare una efficace comunicazione online e preferiscono ritagliarsi uno spazio su questi aggregatori e comparatori di offerte e siti e-commerce. Poche invece (appena l’8%) le aziende che hanno effettuato azioni “collaborative”, come lo scambio di banner con siti affini e i programmi di affiliazione, nonostante si tratti di mezzi estremamente economici (o addirittura gratuiti).
Da notare che la metà delle aziende intervistate ha dichiarato che non investi questo atteggiamento è da ricondurre al fatto che la capacità di “far rete” sul web richiede molta esperienza e che sul mercato non esiste un’offerta specifica di servizi in questo ambito.
Per completare il quadro d’insieme, una riflessione sul ruolo di internet nel media mix delle aziende. Se il 67% ritiene che vi sia (o vi debba essere) integrazione tra comunicazione on line ed off line, c’è una fetta che le considera come attività separate, con obiettivi distinti (21%). Il rischio di conflitto o di duplicazione è invece meno percepito. L’affermazione “La pubblicità on line può sostituire quella off line”, proposta nell’indagine, ha trovato scarsi consenso (appena il 20%) e conferma il grado di consapevolezza raggiunto sul ruolo di internet nel mix comunicazionale.
Infine, un'altra domanda interessante viene posta nella ricerca di San Paolo Imprese: Chi pianifica la pubblicità e le attività promozionali sul web della propria imprese? Dai risultati emerge subito che manca assolutamente una figura professionale, estremamente necessaria, di pianificatore e stratega online (un espero di web marketing, insomma!) e che una buona parte delle imprese, se deve affidarsi all'esterno ( e lo fanno in pochi ) chiede al proprio webmaster di fiducia di pianificare la propria comunicazione online. Il webmaster è, dunque, ancora visto come un factotum, capace di occuparsi di tutti gli aspetti del web, mentre le agenzie di pubblicità online sono utilizzate solo dalle grandi aziende.
E solo poche di queste aziende hanno all'interno del proprio organigramma aziendale una persona capce di occuparsi di marketing online e molto spesso il rapporto tra agenzia pubblicitaria online e l'azienda è gestito da chi si occupa del marketing e della comunicazione tradizionale e che ben poco conosce la realtà del web.
Per avere ulteriori dati su l rapporto tra aziende italiane e comunicazione online vi consigliamo di scaricare il report in PDF dell'Osseravatorio di San Paolo Imprese: http://www.sanpaoloimprese.com/portalImp/pdf/report_sondaggio_adv.pdf

Fonte: www.businessonline.it

27 febbraio 2006


In evidenza
Domini geografici in crisi

Domini vendibili?
Cosa rende un dominio vendibile
Valutazione di un dominio internet
Valutazione dominio nome città

Domini in vendita
Quartieri città
Domini Casa + città
Domini lavoro + città
Domini taxi + città
Contatto vendita domini

Vendi il tuo dominio
Vuoi vendere i i tuoi domini velocemente?

Caccia ai domini
Scegliere i nomi di dominio
Domini IDN
Registrazione domini
Domini in scadenza
Domini in vendita da privati
Raccolte per area tematica

Guadagnare con Adsense
Posizione annunci nella pagina
Affollamento degli annunci
Integrazione grafica degli annunci
Tecnica del finto menu

Servizi complemetari
Registrazione domini
Back order domini
Hosting
Hosting .NET
Hosting Linux
VPS

Compravendita domini esteri
Vestiti.com a 2.500 dollari
888casino.it a 2.500 dollari
Fly.com a 1,8 milioni di dollari
RvRental.com a 325.000 dollari
Voitures.fr a 50.000 euro
Shoppen.nl a 45.000 euro
Villas.com a 305.000 euro
Phones.co.uk a 175.000 sterline
770.com a 175.000 sterline
SkyResorts.com a 850.000 $
iReport.com a 750.000 $
DataRecovery.com a 1,6 milioni di $
Unet.com a 100.000 dollari
Cruises.co.uk per 560.000 sterline
Porn.net a 100.000 dollari
Domini venduti nel 2007
NewlyWeds.com a 130.000 dollari
Investment.com a 900.000 $
Cowboys.com a 370.000 $
Rebate.com e Rebates.com a 1 milione $
Track.com a 100.000 $
Atomico.com a 80.000 $
Puss.com a 71.500 $
Televisions.com a 215.000 $
Blogging.com a 135.000 $
BoiseIdaho.com a 175.000 $
Gibraltar.com a 360.000 $
Cardiology.com a 550.000 $
CreditCheck.com a 3 milioni di $
Chinese.com a 1 milioni di $
Dollars.com a 650.000 $
Poker.de a 695.000 euro
Masculin.com a 150.000 euro
Seniors.com a 1,8 milioni di $
Rick Latona scatenato a giugno 2007
Scores.com a 1.180.000 $
amt.com a 100.000 dollari
Tandberg.com comprato a 1,5 milioni di $
RealEstate.net venduto a 300.000 $
USAuto.com venduto a 40.000 $
Joystick.com venduto a 65.000 $
Cameras.com venduto a 1,5 milioni di $
Ant.com venduto a 241.200 $
FunGames.com venduto a 350.000 $
Wrestling.com a 500.000 $
SatellitePhone.com a oltre 200.000 $
WiFi.com a 225.000 $
Malta.com a 250.000 $
Bike.com a 500.000 $
Vendita di POS.com e Scouts.com
Diamond.com a 7,5 milioni di $
Jail.com a 110.000 $
Venduto Mortage.com
Venduto Farm.com a 200.000 $
Venduto Blue.com a 500.000 $
EmployersDirect.com a 85.000 $
Lancio di Joga.com
Internet e donne
On.com a 635.000 $
Macau.com per 550.000 dollari
Sex.com
Domini venduti nel 2005
Venduto il 40% di Alibaba.com
Vendita Potographer.com
CreditCards.com

Domini italiani
Irlanda.it a 700 euro
Domini venduti nel 2011
Namecase nel 2011
Giochi.it
Belgio.com + 4 domini premium
AssicurazioniAuto.com per 6.000 euro su Sedo
Esemplare.com per 4.500 dollari su Sedo
ScommesseSportive.it per 32.000 euro
Pizzeria.org per 8.000 dollari
Depressione.com per 3.500 dollari
Giallo.com per 12.000 euro
Crisi domainers italiani
Crisi del mercato dei domini
Caffe.com a 8.100 euro
Sportissimo.com a 20.000 dollari
Nervi.com a 510 dollari
Diploma.net a 6.000 dollari
Venezia.me a 1.143 dollari
Staminali.com a 700 dollari
Burro.net a 2.000 dollari
Roulette.it a 30.000 dollari
OnlineBingo.it a 9.000 euro
Altissimo.com a 14.000 dollari
Concorsi.eu a 3.305 euro
Venduto Concerti.com a 3.200 USD
Venduto Corso.it
Venduto Premi.it
Venduto CartaCredito.com
Seminario.com a 4.000 dollari
Leucemia.com a 3.510 dollari
Stupido.com.com a 3.088 dollari
CasinoCasino.it per 6.000 euro
MigliorForum.com a 6.000 dollari
CentriBenessere.com a 8.000 euro
BorsaItaliana.info a 850 euro
Funi.com a 3.711 Dollari
Parcheggio.it
Casco.com per 7.100 dollari
Attivazioni.com a 30 euro
CoreaDelNord.com a 35 euro
Debiti.com a 1.100 dollari
Dietologi.com a 120 euro
Asta di Domainers.it
Ciampino.com a 800 euro
Crisi economica e domini
Tombola.it a 8.000 euro
Venduti Consumi.it e Gestori.it
Statistica.com a 2.920 dollari
Singapore.it a 2.000 euro
HongKong.it a 2.000 euro
Investimento.it a 12.900 euro
Comprato Chardonnay.it
Venduto Ricetta.com
Annuncio.it venduto a oltre 10.000 euro
Sapone.com a 2.500 euro
Venduto Pechino.tv a 70 euro
Lotteria.it a 12.000 euro
Chianti.com a 28.000 dollari
LavoroGenova.com a 160 euro
Alcune piccole transazioni su .com
Venduto Offerta.it
Voip.it a 10.000 euro
Traghetto.it a 4.000 euro
Blocco 38 domini IDN e typo
Venduto ePrestito.com
Venduto GranBretagna.com
Venduto Vienna.net
Venduto Divorziare.com
Restaurants.it venduto a 10.000 €
Teatro.it a 4.500 euro
Venduto navi.com

Advertising
Pubblicità online in Italia nel 1° sem 2007
Pubblicità online in Italia nel 2006
Pubblicità online USA primi mesi 2006
Pubblicità online Italia primi mesi 2006
MS: nuove frontiere della pubblicità online
La barca in secca dell'adv online in Italia
Speculazioni sui domini
Crollo delle affissioni
Adsense e rich media
Google Desktop 3
Google click fraud
Google Base
PMI e advertising online
Trend advertising online
Italia: resoconto 2005 adv online

© 2006 - 2008 DominioInVendita.com