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La crisi del mercato italiano dei domini .it
A seguito dell'inizio della profonda crisi economica nella seconda metà del 2008, anche il mercato mondiale dei domini internet ha subito un brusco rallentamento, tanto
che anche negli USA le vendite di domini per importi superiori a xx.xxx e xxx.xxx dollari sono calate sensibilmente in numero. Nel suo piccolo, anche il mercato italiano ha
accusato il colpo della crisi, e anzi forse il colpo è stato ancora più duro per i domini che contengono parole in italiano.
Già l'anno scorso, prima della crisi, gli unici suffissi con parole in
italiano che registravano transazioni di interesse erano i suffissi .com e .it: nei fatti per gli altri suffissi, nonostante alcune mode
momentanee (es. info, me, tv,..) non c'è mai stato un vero mercato. Ma dopo l'ottobre 2008 anche il mercato sui suffissi di maggior pregio
(suffissi .com e .it, appunto) sembra essersi bloccato, in alcuni casi quasi del tutto.
Per quanto riguarda le vendite (o cessioni, come è più corretto chiamarle data la normativa del NIC) di
domini con suffisso .it , nei primi 2 mesi del 2009 si sono registrate pochissime
compravendite: le transazioni interessanti sono relative al mondo delle scommesse e del gambling, con roulette.it passato per 30.000 dollari, OnlineBingo.it per 9.000 e
VinciGratis.it per 3.350 euro. Ma, tolte le transazioni sul gambling, non c'è purtroppo nulla: infatti la vendita resa nota più importante al di fuori del gambling è
quella di AppaltiComunali.it per 960 euro. Sono poi stati venduti alcuni domini LLL.it per prezzi intorno ai 100 euro l'uno.Oltre
a questo, niente di niente.
Per quanto riguarda i domini .com con parole italiane, la situazione è un po' meno negativa,
ma comunque estremamente critica: infatti sia golosi.com che curiosita.com
(le due transazioni più importanti) sono infatti passati di mano per circa 5.000
dollari l'uno. Come si vede, anche nel caso dei domini più importanti
comprati e venduti, si parla di prezzi pari a quelli di una piccola
auto utilitaria, o di una vettura usata vecchia di anni: quindi troppo
poco per parlare dell'esistenza di un mercato in Italia.
La verità è che il momento è decisamente buio, con carenza di compratori, domini che restano fermi e invenduti per periodi molto lunghi, offerte ridotte nell'ammontare e sporadiche, e
alcuni domainers che iniziano a non rinnovare domini per ridurre i costi, soprattutto su suffissi non com e it e per parole meno comuni.
Considerando la gravità della crisi
economica, i tempi per un possibile recupero sembrano molto lunghi: considerando che si parla di leggera ripresa economica nel 2010-2011 e non prima, e considerando che il mercato dei domini è
molto legato agli investimenti delle aziende e alla spesa pubblicitaria (dati i meccanismi di monetizzazione del traffico), è possibile che la crisi che soffoca il mercato dei domini duri ancora
18-24 mesi da oggi (marzo 2009).
Articolo del 6 marzo 2009
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